È un accordo separato quello che è stato siglato ieri alla Valbrem, con la Fiom Cgil che ha deciso di chiamarsi fuori. Alla base di questa decisione c’è «il rifiuto dell’azienda di mettere nero su bianco l’impegno, al termine del periodo di ammortizzatori sociali, a utilizzare forme alternative al licenziamento, sulla falsa riga dell’accordo sottoscritto alla Indesit», come spiega Margherita Dozzi della segreteria Fiom. Secondo Dozzi, infatti, «se nell’accordo si parla di ricollocazione e reindustrializzazione non si può poi non inserire una “clausola” di responsabilità che dia dignità al percorso di ammortizzatori sociali definito insieme».

L’accordo di massima
In sostanza l’accordo di massima ricalca quella che era stata l’intesa raggiunta settimana scorsa fra le parti: richiesta di tre mesi di cassa integrazione in deroga (dal 1º gennaio al 26 marzo), seguita da due anni di cassa speciale per cessazione dell’attività, per cui sarà successivamente studiato un accordo specifico. È stata inoltre firmata un’intesa ad hoc sulla mobilità, che sarà volontaria fino a marzo del 2012; durante questo periodo la Valbrem (che fa capo al gruppo svizzero Ronal) si attiverà per favorire il ricollocamento dei lavoratori. «L’azienda, infatti, ci ha comunicato che entro il 31 gennaio (giorno del prossimo incontro, NdR) individuerà un advisor per la ricollocazione e la reindustrializzazione dell’area», come spiega Gianfranco Maifredi della Fim Cisl. A gennaio, poi, sarà attivato un tavolo composto da Provincia, Confindustria, azienda e sindacati per monitorare la situazione e mettere in campo adeguate politiche attive del lavoro. «Da gennaio, quindi, partiranno gli ammortizzatori per i lavoratori, per i quali si avvieranno anche le procedure per la mobilità volontaria fino alla durata di tutta la Cassa».

L’accordo siglato interessa 114 lavoratori occupati fra lo stabilimento di (che ne conta circa 90) e quello di Presezzo. Maifredi si dice «rammaricato del fatto che la Fiom non abbia firmato, considerato che, nonostante si sia in presenza di un’azienda che chiude, abbiamo comunque messo a punto tutele per i lavoratori. Abbiamo chiesto fino alla fine che l’azienda si facesse carico di quei lavoratori che al termine del periodo di Cassa fossero eventualmente ancora “in forza” alla Valbrem, ma non ci è stato concesso. Vicini all’ora X, forti anche delle indicazioni emerse in assemblea, abbiamo privilegiato la possibilità di fornire delle tutele ai lavoratori per non lasciarli “scoperti” da garanzie, che, senza accordo, sarebbero andate perse. Abbiamo evitato il peggio».

L’assemblea dei lavoratori
Prima dell’incontro, che si è svolto alla sede di Confindustria , si è tenuta l’assemblea con i lavoratori, che «in base agli interventi che ho potuto ascoltare, si sono espressi a favore della sottoscrizione dell’accordo», come ha precisato Maifredi. Mentre per Dozzi «si è trattato di un’assemblea “difficile”, in cui è emersa tutta la preoccupazione delle , critiche nei confronti delle istituzioni, che non si sarebbero impegnate a sufficienza nella trattativa».
Resta poi l’amaro in bocca per la questione incentivi alla mobilità, che il sindacato giudica «insufficienti»: l’azienda, infatti, non ha rivisto la sua posizione e si parla di 5 mila euro fino a marzo 2011, 4 mila fino a dicembre e poi la cifra dovrebbe scendere a 3 mila euro. Il 30 dicembre è previsto un incontro in Regione, in particolare per definire gli aspetti relativi alla cassa in deroga.

L’Eco di Bergamo

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