Olmo al brembo - Valle Brembana - Un album di famiglia. È questo l’unico ricordo che la famiglia Regazzoni ha ritrovato tra le ceneri della casa in via Roma, al civico 49, a Olmo al Brembo, completamente inagibile dopo l’incendio che domenica, oltre all’abitazione, ha distrutto il laboratorio e la falegnameria in cui la famiglia lavora. «Questa mattina (ieri per chi legge, ndr) i vigili del fuoco hanno ritrovato in un comodino ancora intatto nella stanza da letto l’album di famiglia – spiega Nunzia Cirillo, la proprietaria –. È l’unica cosa che il fuoco non ha completamente distrutto».

danni e cause ancora incerti
Il rogo, scoppiato domenica nel primo pomeriggio, ha infatti distrutto la casa e reso inagibile la falegnameria sottostante. «Forse c’è qualche briciola di speranza che nel laboratorio di falegnameria si sia salvato qualche macchinario – spiega Manuel Regazzoni, uno dei figli del proprietario –. In questi giorni una ditta specializzata puntellerà la soletta del soffitto, in modo che potremo accedere alla falegnameria per cercare di recuperare qualcosa». Il legname oltre a essere accatastato per la lavorazione in falegnameria, era anche depositato nel magazzino, dove si trovavano anche prodotti finiti e pronti per la vendita.

Sull’entità complessiva dei danni non c’è ancora alcuna stima, ma sicuramente sono ingenti: «Oltre al materiale distrutto in falegnameria e al tetto parzialmente crollato, sono andati distrutti mobili, abiti e quanto era conservato in casa – prosegue Regazzoni –. Nel magazzino, oltre al materiale grezzo, erano depositati i prodotti finiti e pronti per la vendita». Le cause dell’incendio sono ancora in via d’accertamento ma, secondo le prime ricostruzioni, si è sviluppato verso le 13 di domenica. In casa si trovava Manuel Regazzoni, uno dei figli dei proprietari, che ha avvertito l’odore di fumo e ha immediatamente dato l’allarme, avvisando i genitori che si trovavano fuori per il pranzo.

Le fiamme però si sono propagate talmente in fretta nell’edificio che la famiglia è stata costretta a mettersi in salvo, senza riuscire a portare via nulla. «Una vita e un lavoro andati in fumo (nella fabbrica lavoravano il marito e due dei tre figli, ndr) – prosegue la signora Cirillo –. C’è da ringraziare il cielo che siamo ancora tutti qui vivi e sani».

Domenica sono intervenute sei squadre dei vigili del fuoco di Bergamo, Zogno, Gazzaniga e Treviglio a domare faticosamente l’incendio fino a tarda sera. In tutto ci sono volute oltre quattro ore per spegnere il rogo, mentre il fumo rendeva l’aria irrespirabile e si sentivano anche dei botti, probabilmente dovuti alle taniche di vernici presenti in falegnameria. Anche ieri, durante la mattinata, l’edificio di via Roma è stato ispezionato per assicurarsi che tutto fosse sotto controllo ed evitare il pericolo di possibili focolai ancora attivi. Ma in serata si è verificato un principio di incendio, subito spento dalla gente del posto: è seguito un altro sopralluogo dei pompieri.

il sostegno della valle Brembana
Intanto la famiglia, conosciuta in Valle Brembana per l’attività di artigianato, ha trovato ospitalità in un appartamento di privati, grazie alla collaborazione del Comune. Il sindaco Carmelo Goglio, infatti, subito dopo l’incendio, si è attivato e aveva trovato disponibili addirittura tre appartamenti. In attesa che arrivassero i vigili del fuoco, già domenica erano stati alcuni passanti ad aiutare la famiglia con i primi soccorsi.

A dare sostegno ai Regazzoni, oltre ai parenti, tutta la comunità di Olmo al Brembo: «Abbiamo avvertito intorno a noi tanta solidarietà e non finirò mai di ringraziare tutti quelli che in diversi modi ci stanno aiutando – spiega Nunzia Cirillo –. Abbiamo perso tutto, casa e lavoro, ma l’affetto e i borsoni di vestiti che la gente di Olmo continua a darci sono davvero confortanti, li ringraziamo di cuore».

Eleonora Arizzi - L’Eco di Bergamo