Zogno – Servono sempre più periti industriali, in particolare diplomati in meccanica e meccatronica (disciplina che unisce meccanica, informatica ed elettronica). L’appello arriva da tre delle principali aziende della Valle , Smi di , di e Indeva di Brembilla, che sabato scorso, all’istituto scolastico superiore Turoldo di , hanno preso parte alla presentazione del nuovo istituto tecnico industriale (indirizzo meccanica-meccatronica) ai nastri di partenza dal prossimo settembre. Proprio dai tre rappresentanti delle industrie brembane (Paolo Aceti della Cms, Paolo Nava della Smi e Stefano Scaglia della Scaglia Indeva) è arrivato l’appello ai genitori dei ragazzi di terza media a sostenere i figli nella scelta di un tale indirizzo scolastico: per garantire alle industrie della valle figure professionali sempre più richieste.

Mentre il dirigente scolastico Gualtiero Beolchi, a sua volta, ha chiesto alle aziende di collaborare nella costruzione del nuovo percorso di studi, auspicando anche la nascita di un comitato tecnico-scientifico. «Questo nuovo indirizzo scolastico – ha detto Scaglia, dopo la presentazione del corso da parte del vicepreside Oreste Imperato e del dirigente Beolchi – nasce da un esigenza del territorio, fortemente voluto dalle imprese, dalle parti sociali, dalla scuola e dai Comuni. In un periodo di crisi come questo, il settore manufatturiero, che sembrava poco attraente, è stato rivalutato. E la ripresa economica per la valle, oltre che dal turismo, potrà partire anche da qui grazie all’eccellenza tecnologica che caratterizza le nostre industrie. Ma occorre elevare il livello tecnico e le competenze».

«Nell’ultimo anno – ha aggiunto Aceti della Cms, azienda che produce macchine per lavorare materiali diversi – le uniche figure professionali che abbiamo assunto sono stati due ingegneri meccanici, un informatico e due periti meccanici». «Oggi non vendiamo più nessuna delle macchine che vendevamo dieci anni fa – ha aggiunto Aceti nell’incontro organizzato insieme a Confindustria – perché l’innovazione del prodotto è fondamentale per stare dietro al mercato: ma per fare innovazione servono figure professionali. Per questo il nostro ufficio tecnico è composto da 60 , su un totale di 400 dipendenti. Questo nuovo indirizzo scolastico, quindi, sarà quello che, in futuro, darà maggiori opportunità di lavoro e di un lavoro di qualità». Concetti espressi anche da Paolo Nava della Smi, con 500 dipendenti: «Il 70% delle nostre figure professionali ha bisogno delle competenze date da tale indirizzo scolastico. E, se in passato, per rinnovare i prodotti, dovevamo trasformare i geometri in progettisti, ora questa scuola dovrebbe garantirci le giuste figure professionali».

«Occorre dire ai ragazzi – ha aggiunto Marco Valceschini di Brembilla, capo polo di Zogno dell’Associazione artigiani – di non aver paura di passare dall’istituto professionale all’istituto tecnico, perché le basi culturali e scientifiche richieste in futuro saranno sempre maggiori». Anche dal mondo artigiano, infatti, è arriva la richiesta di competenze, come sottolineato da Alessia Ceroni, titolare di un’azienda del legno a Zogno. Soddisfazione per il nuovo indirizzo è stata espressa da alcuni genitori in aula, dal sindaco e assessore alla Comunità montana Gianni Salvi, dal presidente della Comunità montana Alberto Mazzoleni e dal dirigente scolastico dell’istituto comprensivo di Zogno Claudio Gotti. Sempre gli industriali, su domanda di una mamma, hanno sottolineato come tale indirizzo «sarà una grande opportunità per le ragazze e non solo per i maschi». Infine il preside Beolchi ha concluso sottolineando come «il nuovo indirizzo nasca dalle esigenze del territorio e vada a completare una scuola e una valle già ricca di indirizzi scolastici. Ora si tratta di costruire insieme, tramite un comitato, il nuovo percorso scolastico. E l’auspicio è che le aziende aprano i propri laboratori per le esperienze degli studenti».

L’Eco di Bergamo