Non c’era che l’imbarazzo della scelta. Così, Fungolandia, ognuno l’ha iniziata a modo suo. C’è chi, già da sabato, si è accaparrato un posto in uno dei venti ristoranti che offrivano un menu a prezzo fisso con portate a base di funghi e c’è chi, invece, scarponi ai piedi, si è buttato nelle splendide escursioni sui monti della zona. Particolare interesse hanno suscitato le uscite con il «Gruppo micologico Amb Ercole Cantù» di Agrate Brianza. I micologi hanno accompagnato i turisti in una lunga passeggiata alla raccolta di funghi, non per portare a casa un ricco bottino da gustare sulla tavola, ma per scoprire le ricchezze del bosco.

Gli esperti hanno aiutato gli escursionisti a riconoscere i diversi tipi di fungo, raccogliendone nella sola mattinata di sabato circa 170 esemplari. Quanto raccolto è stato poi esposto all’interno dell’info point a Olmo al Brembo. Accanto a ogni esemplare è stato posto un cartellino con il nome scientifico e il nome comune, indicando anche se commestibile, non commestibile o tossico.

La mostra è stata visitata da centinaia di persone durante i primi tre giorni della manifestazione.
Ad Averara, nel pomeriggio di sabato, il pubblico ha gremito la sala polivalente per ascoltare la conferenza tenuta dal meteorologo Roberto Regazzoni, che ha spiegato come il clima influenzi i funghi. Regazzoni ha svelato curiosità e segreti del mondo micologico, pescando fra i detti e le credenze popolari, per scendere poi in spiegazioni più scientifiche legate all’ambiente e alle condizioni meteorologiche.

«Sono molte le variabili che permettono la nascita del fungo – ha detto –, ma è sempre interessante osservare ogni mutamento del clima, ogni evento atmosferico, per accostarsi poi alla raccolta come se fosse un rito, non con la frenesia del volersene accaparrare il più possibile». La neve, la luna, le piogge, il comportamento di alcuni insetti sono da sempre tenuti d’occhio per poter stabilire il periodo ideale di raccolta, ma Regazzoni non ha regalato certezze a nessuno.

«Se esistesse una tabellina ideale di eventi che portano alla crescita dei funghi – ha detto – tutto sarebbe molto semplice, ma la natura ci sorprende sempre e ci regala ogni anno le sue sorprese». Il pubblico si è intrattenuto a lungo, non risparmiando alla fine domande e dubbi.

L’Eco di Bergamo