A nuovo la via per l’Arera
Oltre il Colle Articolo letto da 221 Utenti - Pubblicato il 1 Novembre 2006A nuovo la via per l’Arera
Sarà sistemata la strada che sale a 1.600 metri
È di 2.400.000 euro il finanziamento che è stato assegnato a Oltre il Colle nella finanziaria approvata dal Parlamento alla fine del 2004. L’importo, suddiviso in tre rate annuali da 800 mila ciascuna, sarà dato al Comune dell’alta Valle Serina nel corso di quest’anno, nel 2006 e nel 2007. «Prevediamo che la prima tranche dei fondi – commenta il sindaco, il senatore Valerio Carrara – arriverà entro fine marzo. In questi giorni stanno comunque per partire le lettere che confermano l’assegnazione dell’importo».
Grazie all’arrivo dei fondi si potranno dunque concretizzare i progetti che vogliono favorire il rilancio della località e che si sono già attuati prima con l’acquisizione delle strutture che appartenevano alla Voic Spa (l’albergo «Alpiz», la prima e seconda seggiovia, lo skilift e alcune migliaia di metri quadri di terreno) e successivamente con l’alienazione alla Regione di circa 995 mila metri quadri del monte Arera (l’area compresa tra la zona poco sotto la vetta e circa quota 2000) che ha fruttato nelle casse comunali un importo di 390 mila euro. «Con i fondi che sono stati attribuiti nella finanziaria a Oltre il Colle – continua il sindaco – potremo rifare la strada di arroccamento che collega la località Plassa con quota 1.600 metri del Pizzo Arera.
Il progetto è già pronto: sarà una strada a una corsia sulla quale si salirà al mattino e si scenderà la sera e che permetterà la salita di tutti gli automezzi, non solo quindi dei fuoristrada come avviene attualmente. Inoltre metteremo in sicurezza la strada che collega Zambla con la via Plassa, attualmente un po’ pericolosa. Nel frattempo siamo anche in trattativa per l’acquisto di una seggiovia che colleghi quota 1.600 metri con il rifugio “Capanna 2000” in modo da permettere a tutti di poter arrivare comodamente in altura». L’obiettivo è dunque quello di lavorare soprattutto in funzione della stagione estiva e di sfruttare gli impianti nel corso di quella invernale solamente nel caso dovesse nevicare. Conclude Carrara: «Vogliamo anche recuperare il giardino botanico che insieme al sentiero dei fiori costituisce un importante patrimonio. In collaborazione con le università potrebbe essere sfruttato dagli studenti che devono preparare le tesi in campo naturalistico».
L’Eco di Bergamo 1 Novembre 2006
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