Cusio – L’anno scorso furono 103 i partecipanti alla gara. E i concorrenti, da dieci anni a questa parte, non mancano. Eppure, nonostante i numeri sempre in aumento, il «mestiere» del cane da pastore potrebbe essere sempre più a rischio. «In alpeggio arrivano sempre meno vacche – dice Alessandro Avogadri, presidente dell’Associazione per la valorizzazione degli – e quelle poche, generalmente, vengono recintate, si spostano di meno, quindi senza bisogno dei cani». Eppure domenica, alla decima edizione del Campionato per cani pastore per bovini, sarà probabilmente superata ancora la quota di cento iscritti, provenienti da tutta la Lombardia. Perché ogni anno i partecipanti alla singolare gara che si svolge ai Piani dell’Avaro di , in alta Valle Brembana, è sempre andato in crescendo. «Forse è vero che i cani da pastore stanno diminuendo – dice Felice Regazzoni di , tra gli organizzatori del concorso – ma è anche vero che negli ultimi anni ho visto tanti giovanissimi appassionati, anche ragazze, in genere figli di allevatori, che vogliono continuare questa tradizione. Arrivano da , ma anche da Varese, Lecco, Sondrio. C’è chi si prepara un anno addestrando il proprio cane».

«E questo è uno degli obiettivi più importanti della festa – aggiunge il sindaco di Cusio Ezio Remuzzi –. Avvicinare i più giovani a un patrimonio culturale millenario che non può andare perso, quello degli alpeggi e anche dei cani da pastore. Significato che, in questi anni, la nostra manifestazione ha pienamente raggiunto. Nonostante anche le tante difficoltà che un evento di questo tipo, in cui sono coinvolti , comporta. A partire dalla burocrazia». L’appuntamento è domenica, alle 13 ai Piani dell’Avaro, nell’ambito della Festa della montagna, organizzata dal Comune di Cusio in collaborazione e con il patrocinio dei Comuni di Averara, Branzi, , e (e il supporto degli alpini). Come sempre sono attese centinaia di persone a fare il tifo per allevatori e animali.

Dopo le iscrizioni, alle 14, il via alla gara. I cani (da quest’anno dovranno essere muniti di microchip), in poche decine di secondi, dovranno radunare o spostare la mandria di vacche, eseguendo i comandi del proprio conduttore. A conclusione delle prove le premiazioni con i tradizionali campanacci, una trentina. Come sempre la battaglia sarà soprattutto tra bergamaschi e bresciani. Lo scorso anno la vittoria andò a Silvia Paganessi, 24 anni di Gandino che riportò il trofeo in terra orobica dopo la vittoria nel 2011 di un allevatore di Sondrio. La più giovane vincitrice delle trenta edizioni – a testimonianza che non contano età ma soprattutto affiatamento tra padrone e cane – fu nel 2010 una giovanissima ragazza di , Gloria Gamba, appena 12 anni. Sbaragliò la concorrenza di altri 72 mandriani.

Giovanni Ghisalberti – L’Eco di Bergamo

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