Carona – Inizia oggi una nuova rubrica dedicata ai siti archeologici di Bergamo e provincia, per accompagnare i lettori curiosi e desiderosi di visitare queste testimonianze alla scoperta del mondo antico. A curarla sono i due archeologi Daniele Selmi e Cristina Salimbene. Il primo viaggio porta a Carona, ai recenti ritrovamenti fatti sulle pendici del Monte Aga. Sulle pendici del Monte Aga a quota 2100 – 2400 metri, a Carona, lungo il che dal passo Selletta porta al , è stata di recente scoperta dal Culturale un’area di massi che recano incisioni ascrivibili a un arco di tempo amplissimo, dall’età protostorica al secolo scorso. Le tre località sono Le Torbiere (33 rocce), Aga (34 rocce) e Camisana, la più ricca di ritrovamenti (125 massi incisi – in sigla).

Le indagini archeologiche e paleografiche sono tuttora in corso e sono condotte da diversi ricercatori e specialisti coordinati dalla direttrice del Museo Archeologico di Bergamo, la dottoressa Casini. Le incisioni sono molto fitte e spesso sovrapposte tra loro, comprendendo sia iscrizioni che scene figurate: a un arco cronologico così ampio corrispondono immagini e simboli variegati (croci, nodi di Salomone, cuori, stelle a cinque punte, ecc.). Inoltre particolarmente evidenti sono le figure armate di epoca medievale e moderna, le figure femminili in abiti tradizionali e due scene di al . Tra tutti i massi studiati spicca una roccia in località Camisana denominata CSM 1 che reca iscrizioni protostoriche e una delle due scene di : quest’ultima è probabilmente l’incisione più antica (i due lupi e la figura antropomorfa che indossa la tunica un cappello a due falde trovano confronti nelle raffigurazioni su situle e nella ceramica di produzione paleoveneta del V sec. a.C.).

L’iscrizione più significativa, invece, è in alfabeto leponzio, datata al IV-III sec. a.C., con un andamento sinistrorso e riporta le seguenti parole: noiarti – klamuram – poinunei – oś (traduzione: [qualcuno] dedica/consacra – una klamuran (oggetto non identificato) – al dio Pennino). Si tratta di una dedica al dio celtico Pennino, che viene assorbito nel pantheon romano e venerato come divinità tutelare delle vette montuose. Agli appassionati di e di avventura il piacere di scoprire le altre numerose e incredibili incisioni.

Daniele Selmi – Bergamo NEWS