Grandi nella semplicità quelli di Trabuchello dopo il presepio vivente, hanno ricordato – Nella notte del 22 gennaio 1810, una slavina “bagnata” travolse l’abitato di Trabuchello seppellendo 42 persone di cui 14 estratti vivi, 26 morti e 2 dispersi; è stata la più cruenta valanga delle italiane seguita per gravità dall’altra tragica valanga scesa a nel 1888 con 26 vittime. La comunità istituzionale e associativa dell’Alta Valle Brembana si è ritrovata numerosa a ricordare l’evento con un convegno tecnico, religioso e conviviale in modo semplice ma intenso.

L’amministrazione comunale di e i sacerdoti del Vicariato dell’Alta Valle Brembana ha organizzato il ricordo e hanno contattato le rispettive istituzioni per un momento di approfondimento sui fenomeni valanghivi e i grandi eventi ambientali della con il conseguente insegnamento e monito. Al pomeriggio, convegno sulle presso la Colonia di Trabuchello.

Sala stracolma con la presenza delle amministrazioni e sindaci della Fondra partendo da Lenna e Piazza Brembana, le squadre del soccorso Cai, protezione civile AIB, Gev,forestali, carabinieri, maestri di , il presidente della C.M. attuale Mazzoleni e l’uscente , BIM, TVBG, giornalisti, professionisti, tecnici e cittadini.

Il sindaco Giovanni Berera ha coordinato le relazioni con il vice Carletto Forchini. Hanno riepilogato la storia della valanga di Trabuchello le opere realizzate e presentato la pubblicazione specifica sulle valanghe dell’Alta Valle Brembana e il lavoro di ricerca storica di Felice Riceputi che ha riscoperto la documentazione relativa alla valanga del 1810 nell’archivio di Bg in un faldone “sanità”.

La valanga di Trabuchello creò danni materiali stimati in 20.000 lire e gli interventi della comunità locale e delle istituzioni dei tempi furono sollecite nei limiti delle comunicazioni e dell’economia di quel periodo; la solidarietà arrivò anche dalle parrocchie della provincia di Bergamo che raccolsero ben 2.000 lire per la ricostruzione. I tecnici nivologi della ditta Flow-Ing, Barbolini e Ferro hanno spiegato le valanghe per tipologia, effetti e tecniche di monitoraggio con gli interventi strutturali per la mitigazione delle valanghe in zone con abitati e viabilità. Illustrato le caratteristiche dei paravalanghe realizzati negli ultimi anni nella val Fondra con i dettagli degli effetti della abbondante nevicata del 2009 con le necessità di manutenzione e di ulteriori opere di prevenzione. Il dirigente STER di Bergamo, Ing. Merati ha spiegato i coordinamenti che sono stati realizzati tra istituzioni ed enti e i criteri che hanno permesso di migliorare l’organizzazione specifica riducendo i costi e ottimizzando le casse pubbliche.

Il vescovo Beschi ha celebrato la messa nella chiesa di S. Margherita con tutti i sacerdoti del vicariato dell’Alta Valle e ha colto l’occasione per salutare la comunità che incontrava per la prima volta in Val Fondra. Nell’omelia ha evidenziato come la “Natura” nella sua bellezza, imponenza e immensità va rispettata anche quando scatena manifestazioni impetuose ma naturali con effetti a volte terrificanti, terremoti, uragani, valanghe, alluvioni, asteroidi, vulcani che non guardano alle opere dell’uomo e non fanno distinzione tra ricchi e poveri, giovani e vecchi, buoni e cattivi.

Il vescovo ha poi incontrato l’amministrazione comunale nella sala consiliare. La serata si è conclusa, come da programma, con una affollata cena conviviale alla Colonia con la cittadinanza.

Trabuchello 22 gennaio 2010 – Mario