Zogno – Crepe nelle pareti, pavimenti con piastrelle rialzate, distacchi tra pilastri di sostegno e muri, anche una sorgente che sarebbe stata prosciugata. Queste le conseguenze che il cantiere della variante di avrebbe provocato ad alcune abitazioni poste a valle della prima galleria (a sud), nelle vie San Bernardino e Inzogno. Quattro, finora, le famiglie che, dopo aver segnalato le crepe, hanno deciso di chiedere un accertamento tecnico e quindi un risarcimento. L’edificio, di costruzione abbastanza recente, che avrebbe subito lesioni a seguito del cantiere si trova in via San Bernardino, al civico 12/A. Presenta crepe un po’ ovunque che, secondo i proprietari (per ora preferiscono non rilasciare dichiarazioni), sarebbero state causate dalle esplosioni per la prima galleria. Dopo i sopralluoghi la Provincia ha quindi deciso di avviare un monitoraggio delle lesioni, tramite 12 estensimetri, per verificare ulteriori spostamenti delle crepe. E in una recente determina che affida il monitoraggio alla ditta Tecknos di (per una spesa di 11.500 euro), «prende atto che a seguito dei lavori eseguiti per la variante di un edificio ha subìto delle lesioni».

È però lo stesso dirigente del settore Viabilità della Provincia, Renato Stilliti, a precisare che il nesso causa-effetto tra i lavori in galleria e le crepe rilevate sulla casa, non sia ancora stato accertato: «L’eventuale nesso e quindi il risarcimento sarà stabilito dal tribunale, dopo l’accertamento chiesto dai privati – continua Stilliti –. Per ora possiamo dire che la causa di quelle crepe siano stati i lavori alla variante. La questione, peraltro, è in mano all’assicurazione dell’Itinera, la società a cui sono stati appaltati i lavori. Prima di partire con le esplosioni nella prima galleria, inoltre, era stato effettuata una verifica dello stato dei fabbricatie l’impresa aveva installato dei geofoni per rilevare i movimenti del suolo a seguito delle esplosioni.

E le rilevazioni erano risultate nei limiti di legge. L’auspicio è comunque che si possa trovare una soluzione soddisfacente per entrambe le parti ». «Secondo i nostri tecnici – aggiunge l’assessore provinciale alla Viabilità Giuliano Capetti – l’edificio in questione è stato costruito in parte su roccia e in parte su materiale di riporto e quindi reagirebbe alle vibrazioni in modo diverso. Le crepe interne sarebbero presenti già da tempo». La richiesta di risarcimento è arrivata da quattro famiglie ma le segnalazioni di lesioni, in questi mesi, sono state anche altre. «Si sono formate crepe nel garage – dice una signora ancora in via San Bernardino – e il porfido nel pavimento del giardino si è alzato». Altre crepe ci sono nelle vicine, ma risulta sempre difficile dire se siano state causate dai lavori. «Le esplosioni della dinamite – aggiunge un residente di via Inzogno – facevano tremare i vetri. Da allora i pilastri di sostegno della casa si sono staccati dai muri. La Provincia è venuta in sopralluogo, ma poi non ho saputo più nulla. In un terreno poco distante avevo anche una sorgente che utilizzavo. Le trivellazioni, come mi è stato riferito, avrebbero deviato la falda. La sorgente non c’è più. Fare causa per le crepe? Spenderei un sacco di soldi. Ma poi sarei veramente risarcito?».

Giovanni Ghisalberti – L’Eco di Bergamo

http://forum.valbrembanaweb.com/viabilita-valle-brembana-f89/variante-abitato-zogno-t808-1098.html

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