Orobie: una professione a fil di cielo

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Orobie – Qualche anno fa le lombarde diffusero un video promozionale con questo titolo. Certamente affascinante il motto di un mestiere che può fare sognare: grandi spazi, sport, avventura. Ma la realtà è ben diversa e se c’è un luogo in cui il malessere delle guide si fa più sentire, questo è . Ugo Pegurri, 49 anni, direttore della Scuola italiana di alpinismo, scialpinismo e , che riunisce nove guide di Bergamo: «L’altra faccia del mestiere di guida sono la fatica, il rischio, i guadagni incerti, la precarietà professionale. Per mantenere mia moglie e i miei due figli sono costretto a fare altri lavori. Si chiamano lavori in quota o nel vuoto. Ci sono i disgaggi, quando si passano ore a far cadere macigni pericolanti dalle massicciate, o la posa delle reti sulle scarpate, un altro lavoro rischioso e molto faticoso. Mentre è bellissimo intervenire sulle opere d’arte. Le vedi da vicino, tocchi la materia di cui sono fatte».

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Nuova ciclovia da Piazzolo a Piazzatorre

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Piazzatorre – Turismo estivo e maggior attenzione alle famiglie. Sono queste le due priorità per il comune di Piazzatorre per l’estate. In termini concreti: manutenzione, messa in e migliorie dei tre parchi giochi, completamento di due percorsi ciclopedonali, maneggio per cavalli e alcune attività ricreative nei mesi di luglio e agosto. La riqualificazione dei tre parchi gioco, due in centro e uno in via Santa Lucia, è stata realizzata dal gruppo «Dimensione comunità» di Grassobbio per 20 mila euro. Il progetto di recupero ha coinvolto la messa in delle strutture esistenti, l’introduzione di giochi nuovi, la pavimentazione antitrauma e alcuni gazebo. «Abbiamo raccolto le richieste che ci sono pervenute in questi ultimi anni dai villeggianti e dai residenti – spiega il presidente dell’Ufficio turistico Gaetano Bonetti –. Abbiamo cercato di ottimizzare i costi, facendo in modo che questo intervento di recupero riuscisse al . L’obiettivo è quello di apportare dei miglioramenti di anno in anno, con nuove strutture».

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Val Brembana, gli artigiani tengono

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– Nonostante le difficoltà di chi si trova ad operare in territorio valligiano, distante da grandi arterie viabilistiche e già provato dalla crisi che investe quasi tutti i settori (edilizia in primis, che qui rappresenta la metà del tessuto produttivo), i dati non sembrano drammatici: le imprese del Polo di dell’Associazione artigiani, che raggruppa 39 comuni distribuiti fra le delegazioni di , , Piazza Brembana, Zogno, mostrano una sostanziale tenuta. Dai dati della Camera di , nel 2011 risultavano iscritte 1.597 aziende artigiane, andate incrementandosi di sole 11 unità nei primi sei mesi del 2012 per un totale di 1.608 realtà imprenditoriali. «I numeri – evidenzia il presidente dell’Associazione artigiani Angelo – ci dicono che il territorio soffre di un certo stallo, visto il trend pressoché immobile degli ultimi anni, anche se la variante stradale di Zogno recentemente avviata e tanto attesa potrebbe costituire una preziosa occasione di visibilità per la valle e le imprese che qui operano. Certo, non possiamo nasconderci che ad ora la sua realizzazione non ci ha coinvolto direttamente, ma indubbi saranno gli effetti positivi della sua apertura per le attività artigianali».

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Gli alpini di due valli al passo San Marco

Averara Non commentato »

Passo San Marco – Era il 1976 quando al passo San Marco avvenne il primo incontro tra le penne nere bergamasche e valtellinesi. Un incontro ideato da un piccolo gruppo di ex dei paesi che stanno sui due versanti della catena occidentale delle . Gente che aveva portato il cappello con la penna e che si frequentavano per vicinanza territoriale arrivando a stringere parentele, tra loro il «Furia» di , al secolo Guido , Egidio Abate di Albaredo, Luigi Baschenis di , che fu capogruppo degli alpini del suo paese per quattro decenni, e Fortunato di Averara, tuttora vivente e reduce di Russia.

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