Nikolajewka è sempre stato un nome che mi diceva poco, uno di quegli episodi che si studiano di sfuggita nell’ultimo mese di liceo. Ma oggi mi è venuto il dubbio che non sia lecito dimenticare ed associare il nome solo ad una bella manifestazione sportiva. Così ho fatto una breve ricerca in internet dove ho trovato questo vecchio articolo de “La stampa”, scritto da Nuto Revelli, tenente in Russia prima, partigiano poi e infine scrittore. E’ un po’ lungo, ma credo valga la pena leggerlo.

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